Piccola divagazione nietzschiana
Mi pare oggi (e quasi lo affermo con infantile stupore...) di aver finalmente raggiunto quell'età o quella condizione spirituale in cui diventa semplice parlare perfino con i cavalli, indipendentemente cioè dall'opinione altrui, attratto e consolato dalla bellezza dei suoni più che dai concetti e scoprire che in ogni suono, così come in ogni sguardo, palpita una magìa recondita, un flusso ininterrotto di armonie e assonanze, una ridondante (anche quando polifonicamente dissonante) comunicazione di vasi spirituali.
Dunque... Ciò che vedremo in Paradiso non sarà forse ciò che traspare anche adesso, nell'occhio vigile della creatura?...
21 Settembre 2015

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